Vara Magazine
Primo Passo: l’inizio di una storia di eccellenza

Nome dell’etichetta
Primo Passo è il nome del nostro Cartizze Dry, scelto per celebrare le colline dove tutto è iniziato.
Questo territorio ha reso le nostre colline famose in tutto il mondo, tanto da essere riconosciuto come patrimonio UNESCO dal 2019.

Design e significato

L’oro sull’etichetta sottolinea l’importanza e la qualità superiore del vino. Il colore richiama sia i grappoli maturi che il suolo ricco di arenaria e marna, a sottolineare il legame profondo tra bottiglia e territorio.
Territorio
Il Cartizze cresce in una zona dalle condizioni meteorologiche uniche. Tre fattori ne definiscono l’eccellenza:

Suolo
Rocce arenarie e marne donano al vino una mineralità unica.

Clima
Ventilazione costante e escursione termica di oltre 15°C in agosto sviluppano profumi unici e distintivi.

Esposizione
Le colline a sud garantiscono maturazione costante e qualità superiore dei grappoli, con un dorato più intenso rispetto alla media
I terreni antichi di origine marina, ricchi di minerali e ben drenati, uniti a questo microclima unico, creano un vino di grande finezza ed eleganza, con un profilo aromatico intenso e armonioso.
Vinificazione e lavorazione
La vinificazione avviene con metodo tradizionale in bianco, a temperatura controllata, con pressatura soffice delle uve tramite pressa pneumatica. Il mosto fermenta con lieviti selezionati in vasche di acciaio e cemento. L ‘affinamento del vino prosegue in vasca, con sosta a freddo, per 2/3 mesi ottenendo un vino armonioso e strutturato. La lavorazione segue il Metodo Martinotti, secondo il disciplinare Valdobbiadene Superiore DOCG. Seconda fermentazione controllata in autoclave (18 °C) stabilizzazione tartarica a -4 °C, microfiltrazione prima dell’imbottigliamento.Carattere del vino.


Il risultato è un vino elegante, di grande struttura e finezza, che esprime acidità, mineralità e profumi armoniosi, perfettamente legati al territorio.
Abbinamenti

Il vino Varaschin Primo Passo Valdobbiadene DOCG Superiore di Cartizze si abbina alla pasticceria secca e a dolci delicati a base di crema. È un vino ideale da accompagnare a piatti a base di pesce, soprattutto crostacei e molluschi. È inoltre ottimo come aperitivo
Curiosità

Il nome Cartizze affonda le sue radici nel termine Gardiz, che indicava i graticci di bambù utilizzati in passato per l’appassimento delle uve raccolte tardivamente. Fino a circa un secolo fa, i grappoli venivano lasciati riposare per alcuni giorni su questo particolare telaio così da perdere parte dell’acqua e concentrare naturalmente zuccheri e profumi.

Da questa tradizione nasce anche il passito “Ultima Ua”, con riti e pratiche antiche che regalano un vino da metitazione.
Oggi il Cartizze Dry ne rappresenta l’evoluzione contemporanea: un’espressione più verticale, che valorizza freschezza e componente minerale, offrendo una lettura moderna del territorio.
Il ruolo del Cartizze DOCG nella gamma Varaschin
Il Cartizze DOCG rappresenta l’apice qualitativo della produzione Varaschin, collocandosi al livello più alto della gamma, persino oltre le Rive. Le rese contenute — 120 quintali per ettaro, contro i 130 delle Rive DOCG e i 135 della DOCG Valdobbiadene — ne attestano la selettività produttiva e il posizionamento di eccellenza.
Il Cartizze DOCG non è solo un vino di eccellenza, ma l’inizio del nostro percorso. Con questo prodotto la nostra azienda ha mosso i primi passi nel mercato italiano, dando forma a una visione che continua a crescere.

